Le azioni sono più significative delle parole e la concretezza ha la precedenza sulle semplici discussioni. Sebastiani non ha ancora capito l'importanza di agire e dimostrare il proprio valore o le proprie intenzioni attraverso fatti tangibili, piuttosto che limitarsi a promesse o dichiarazioni verbali e a cercare di confondere gli ambienti con fumose dichiarazioni e con serie di bugie alle quali finisce per crederci, subendo un meccanismo psicologico complesso noto come autoinganno.   

Non è raro che il cervello umano distorca la realtà per proteggersi o per adattarsi socialmente. 

Quando il mentire diventa uno stile di vita e la persona è talmente convinta delle proprie invenzioni da non distinguere più la realtà dalla fantasia, si parla di mitomania

Il presidente Sebastiani sa perfettamente che ha fatto due mercati insoddisfacenti. Non a caso ha una squadra ultima in classifica con            questi numeri: 25 partite giocate, 3 vittorie, 9 pareggi, 13 sconfitte 28 gol fatti e 48 subiti con soli 18 punti in classifica.

La quartultima, il Mantova ha 23 punti (5 in più del Pescara) e la quintultima Entella ne ha 25 (7 in più).

Analizziamo la situazione: La squadra all’86’ è riuscita a battere l’Avellino conquistando tre punti di platino che riaccendono la fiammella della speranza.

Il gol messo a segno da Brugman, che non era stato inserito nella formazione scesa in campo, è subentrato solo per l’infortunio subito da Caligara (29’). Solo dopo mesi il tecnico ha capito che non poteva insistere con la difesa a tre e che doveva dare maggiore spazio a Meazzi.

Quindi una vittoria importante ma che non cancella le perplessità su come è stata costruita questa rosa da Sebastiani.

E’ bastata questa vittoria, che è importante solo per i tre punti, ma non eclatante per il gioco espresso contro una formazione rimaneggiata e in grave crisi anche societaria, per far ritornare in video il presidente che era scomparso dopo la sconfitta con il Catanzaro, e dire che questa vittoria è stata una risposta ai critici che non vogliono bene al Pescara.

Avviluppato nelle spire delle sue ricorrenti bugie (giusto per ricordarne qualcuna: il Pescara aveva acquistato il Poggio e non era vero; aveva acquistato l’Hotel EKK e non era vero visto che l’acquisto era stato fatto dalla società SMS messa su insieme al defunto Marinelli e da Simeoni, aver fatto un giro di operazioni su giocatori mai venuti a Pescara; aver venduto per milioni un ragazzino, Zugaro De Matteis, mai sceso in campo con il Pescara e tante altre mistificanti operazioni di mercato, servite a far entrare decine e decine di milioni in cassa ma con il risultato impietoso di avere 21 milioni di passivo, senza saper giustificare come e dove sono finiti i milioni incassati, crede ancora di essere il migliore tra i presidenti storici del sodalizio.

Confuso mentalmente, non riesce a capire (o fa finta di farlo) che coloro che lo hanno criticato per la sua gestione non apprezzano lui, e non lo amano di certo, e non è vero che odiano la squadra, tanto è vero che i tifosi sono presenti, dentro e fuori casa, per amore verso la maglia e continuano a contestarlo.

La tendenza del bugiardo a confondere le situazioni reali è un comportamento disfunzionale e talvolta patologico, noto in psicologia come mitomania o pseudologia fantastica. Questa distorsione della realtà non è solo finalizzata a ottenere vantaggi, ma spesso diventa uno stile di vita per gestire le interazioni sociali e l'immagine di sé. 

 Sebastiani racconta storie inventate che mescolano fatti reali con elementi fantastici. L'obiettivo è spesso creare un'immagine di sé più affascinante, accattivante o, al contrario, vittimista.

Sebastiani usa le bugie per difendersi dal giudizio, evitare responsabilità, o manipolare gli altri per ottenere un controllo emotivo o concreto.

È la tecnica più estrema, in cui Sebastiani nega l'evidenza con tale fermezza da far dubitare la vittima dei propri ricordi e della propria sanità mentale. L'obiettivo è rendere l'altro insicuro e dipendente dal punto di vista del manipolatore. Creare confusione serve a distogliere l'attenzione dai fatti reali.  

Ce ne vuole di faccia tosta per negare  le realtà pesanti di una squadra in ultima posizione; di una società che non ha giocatori di proprietà di qualche importanza; di giocatori presi, non per delle scelte mirate, ma solo perché operazioni di comodo, molti dei quali sono da risanare per conto di altre società, ed è bastato un gol, bello quanto si voglia, utile al massimo, ma che non può e non deve far dimenticare tutti gli odiosi atteggiamenti di un presidente che gonfia il petto solo perché sostenuto da una stampa ossequiosa  che, di fatto, ha motivi diretti per esaltare il poco di positivo e cercare di non far conoscere il molto di negativo ai tifosi.

Sebastiani dice che chi critica non ama Pescara, ma i tifosi che lo criticano, e che non hanno      l’anello al naso, ben hanno capito chi è veramente questo personaggio che si è arricchito sfruttando la passione di una città che, ora, pare cloroformizzata e deve attaccarsi ad una vittoria, come quella contro l’Avellino attuale, per sperare di restare in serie B.

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