LA STAMPA CLOROFORMIO E LA GRANDE NARRAZIONE DEL REAME

Se le strade di Pescara sussultano tra buche storiche e Viale Marconi mette a dura prova i nervi degli automobilisti, il cittadino che cerca confronto, inchieste o verità sulle pagine del principale quotidiano locale rischia di scivolare in un sonno profondo e terapeutico. Benvenuti nel magico mondo dell'informazione adriatica a senso unico, dove la realtà viene delicatamente addormentata da una sapiente dose di "cloroformio mediatico".

IL RE DELLA SANITÀ E L’IMPERO MEDIALE

A capo di questa monumentale macchina del consenso non c'è un giornalista d'assalto cresciuto a pane e inchieste di strada, ma il vero e proprio Sovrano delle cliniche private pescaresi: l’editore Luigi Pierangeli. Con una mano firma i bilanci della sanità privata che conta e con l'altra gestisce un duopolio dell'informazione regionale che non lascia spazio a repliche: Rete8 in televisione e Il Centro in edicola.

Il panorama concorrenziale è ridotto ai minimi termini, con Il Messaggero ormai costretto a un potenziale ridotto. Di fatto, l'informazione in Abruzzo è una splendida, ordinata monarchia assoluta. Se il cittadino spera di trovare un'indagine sul perché un albero sano sia stato abbattuto all'alba o su chi abbia progettato le geometrie folli di Viale Marconi, rimarrà deluso. La linea editoriale è una sola: la glorificazione del comunicato stampa dei padroni del vapore, siano essi della politica locale o dello sport.

IL TRIANGOLO D'ORO: POLITICA, CLINICHE E PALLONE

Il legame tra i vertici è così stretto da risultare poetico. L'editore Pierangeli, infatti, non si limita a raccontare la città e a curarne i malanni nelle sue strutture, ma è anche lo storico socio negli affari calcistici del presidente del Pescara Calcio, Sebastiani.

Si crea così un circuito chiuso perfetto, una sorta di moto perpetuo del consenso: il Comune emana un comunicato entusiasta su una nuova colata di cemento in centro; il giornale lo pubblica integralmente arricchendolo di aggettivi encomiastici; la squadra di calcio fa sognare i tifosi sulle colonne sportive con interviste esclusive al patron, curate direttamente dai vertici del quotidiano. Nessuna domanda scomoda, nessuna inchiesta che disturbi il manovratore, nessuna voce fuori dal coro. Solo un lungo, rassicurante nastro trasportatore di notizie pre-confezionate. Intanto la città presenta problemi che tutti vedono fuorché il sindaco Masci e la squadra di calcio ha abbandonato. per colpe concrete di Sebastiani, le platee importanti e vivacchia in Serie C.

L'ARRIVO DEL DIRETTORE "GLAMOUR": GRANDI FIRME, ZERO RISPOSTE

Dopo la storica direzione di Piero Anchino, la proprietà ha deciso che era giunto il momento di dare una "riverniciata" d'autore alla testata, ingaggiando un nome pesante del giornalismo e della televisione nazionale: Luca Telese. L'arrivo a Pescara dell'illustre saggista e volto tv avrebbe dovuto far tremare i palazzi del potere, inaugurando una nuova stagione di giornalismo d'indagine e di ascolto dei problemi reali della gente. La realtà si è rivelata decisamente più sfumata e, per certi versi, squisitamente letteraria.

Il Direttore, dividendo il suo tempo tra gli studi televisivi romani e le trasferte sulla costa adriatica, apprezzando vistosamente la cucina pescarese, notoriamente di alto livello, ha solo aumentato il suo peso, non giornalistico ma fisico e si è limitato a riempire intere colonne del giornale con la sua indubbia capacità di scrittura. Peccato che, per adesso, la sua raffinata penna si sia esercitata soprattutto in fumose illazioni, dotti editoriali di respiro nazionale e complesse analisi geopolitiche che dicono pochissimo (se non nulla, anche se lo dice con bello stile, per la verità) sulle brutture di Piazza Salotto o sulle trappole per automobilisti. Il Direttore scrive divinamente, usa metafore splendide e colte citazioni, ma le inchieste coraggiose promesse sono rimaste nel cassetto, lasciando che la cronaca cittadina continui a essere un fedele specchio dei desideri della Giunta e dei padroni locali. Una "rivoluzione di qualità" che accarezza il potere locale senza spettinarlo mai.

IL POST SCRIPTUM: L'ARTE DEL RIFLESSO INCONDIZIONATO

Il vero dramma del giornalismo cloroformizzato all'ombra della riviera non è tanto l'obbedienza ai padroni del vapore, quanto la fretta preventiva di compiacerli. Assistiamo così al sublime paradosso del giornalista d'assalto convertito alla causa locale che, colto da un irresistibile slancio di piaggeria, si mette prono ancor prima che l'editore o il politico di turno abbiano il tempo di formulare un ordine. Una genuflessione spontanea e non richiesta, eseguita con una grazia acrobatica degna di nota, che trasforma il cane da guardia del potere in un docile barboncino da salotto (possibilmente grigio e cementificato). Il Direttore e le sue grandi firme compiono così il capolavoro definitivo: non c'è bisogno di censura quando l'autocensura è diventata la più raffinata delle arti letterarie.