Il nostro presidente è diventato un personaggio da farsa: una figura teatrale caratterizzata da estrema esagerazione, comportamenti stereotipati e una natura grottesca, costruita per suscitare un riso immediato, sguaiato e disimpegnato. È diventato una macchietta unidimensionale, priva di spessore psicologico o evoluzione narrativa, che agisce in situazioni altamente improbabili, equivoci e gag fisiche.
Vince e abbotta il petto, e con frasi scurrili risponde a mo’ di minaccia ai giornalisti non aggreppiati. Perde e scompare dalla scena, salvo ripresentarsi quando ne ha l’occasione utilizzando, al limite delle sue forze fisiche e psichiche, il reggi microfono di riferimento.
Una brutta figura di dirigente che denuncia tutta la sua immaturità e una cultura calcistica di base piuttosto raffazzonata messa insieme in fretta, con poca cura e in modo disordinato o approssimativo considerando che il suo dio è il denaro e ad esso ha venduto l’anima.
A volte appare più diabolico dello stesso diavolo e anche più cattivo.
Il suo unico scopo è fare soldi con la Pescara Calcio sfruttando, con tutti gli accorgimenti possibili, la passione di una tifoseria, come quella biancazzurra, che fa invidia a moti presidenti anche di Serie A.
Il presidente del Pescara dovrebbe sapere che un dirigente di una squadra di calcio, di fronte alle critiche, deve reagire mantenendo la calma, evitando reazioni impulsive e separando le emozioni personali dal proprio ruolo professionale.
La gestione delle critiche richiede una strategia mirata che combini comunicazione, leadership e azioni concrete. Ma lui va dritto come un bisonte che si sa bene ha una forza incredibile e un cervello piuttosto limitato.
Ecco come un presidente dovrebbe reagire, secondo le migliori pratiche di gestione della crisi e leadership sportiva:
- Ascoltare e Analizzare (Non reagire immediatamente): Prima di rispondere è cruciale comprendere la natura della critica. Le critiche costruttive possono aiutare a migliorare, mentre quelle infondate possono essere ignorate.
- Comunicazione chiara e strategica: È necessario controllare la narrazione rispondendo rapidamente per prevenire speculazioni, usando canali ufficiali e messaggi chiari.
- Riconoscere la frustrazione dei tifosi o degli stakeholder, dimostrando di aver compreso il loro punto di vista, senza per forza contrattaccare.
- Invece di cercare alibi, il presidente deve ammettere gli errori e focalizzarsi sulla risoluzione dei problemi, agendo concretamente invece di limitarsi alle parole.
- Concentrarsi sugli obiettivi a lungo termine della società, anziché farsi influenzare dall'emotività momentanea dei risultati sportivi. Ha vinto contro il Palermo ma è sempre ultimo in classifica e non è detto che vinca a Frosinone. In quel caso si tirerebbe da parte salvo riapparire al prossimo risultato positivo.
- Il presidente deve presiedere e lasciare che l'allenatore alleni, evitando di interferire nelle scelte tecniche, ruolo spesso fonte di critiche.
- Saper distinguere feedback utili da semplici insulti ("prendere il buono, scartare il resto").
In sintesi, il presidente deve agire come un leader saldo, trasformando le critiche in una leva per la crescita del club, come suggerito dagli approcci di crisi nel settore sportivo.
Dinanzi alle critiche, un presidente di calcio deve muoversi con un mix di
equilibrio diplomatico e pragmatismo imprenditoriale.
Spesso le critiche nascono dalla mancanza di chiarezza. Infatti non spiega e non documenta ma regala omelie fidando sul servile atteggiamento della televisione di riferimento.
Spiegare i piani finanziari o i motivi di una scelta tecnica e i programmi, cosa che non ha mai fatto arricchendo i suoi interventi di così tante bugie da essere definito dalla massa Pinocchio.
Nel calcio, l'unica vera cura contro le critiche è il risultato o la solidità societaria. Rispondere con i tweet o i comunicati piccati è spesso controproducente specie se la squadra è nella ultima posizione della classifica nonostante il bellissimo successo sul Palermo.
In sintesi, la dote principale del giusto presidente deve essere la resilienza: mantenere la rotta senza farsi travolgere dall'emotività del momento e rispondere alla critiche con dati certi e non con parole triviali abbottando quel petto che dovrà sgonfiare se la classifica non migliora.